Canditi: piccole golosità di Natale (e non solo!)

canditi sono frutti resi davvero prelibati grazie a un trattamento particolare tutto a base di zucchero. Scopriamo insieme questi tesori di dolcezza.

  • Storie che vengono da lontano

La conservazione mediante lo zucchero era già conosciuta dalle antiche popolazioni della Mesopotamia e della Cina, e i Romani utilizzavano questo metodo addirittura per la conservazione del pesce che veniva immerso totalmente nel miele! I primi veri creatori dei canditi sono però gli Arabi: servivano infatti agrumi e fiori lavorati in una soluzione zuccherina, arricchendo così i propri banchetti. In Italia la frutta candita si diffuse dal 1500 e ci parla di epoche dove nulla poteva andare sprecato: i canditi si possono creare infatti anche con avanzi di agrumi e con le loro scorze.

  • Canditura: un’arte raffinata

La parola “candire” viene dall’arabo “qandat” e significa “zucchero”. La canditura è infatti nata come metodo di conservazione tramite zucchero di parti commestibili delle piante, principalmente frutta. In cosa consiste? Il frutto scelto viene immerso in uno sciroppo e, mano a mano che si procede nella lavorazione, l’acqua presente nella frutta diminuisce mentre la concentrazione dello zucchero sale sempre di più. Conservare le vitamine e soprattutto gli aromi durante questa procedura è molto difficile e dipende dall’abilità e dall’esperienza del pasticcere (se sono di produzione artigianale) o, se creati industrialmente, è frutto di una procedura attenta e accurata.

  • A Natale…

Sembra che la storia dei canditi sia legata indissolubilmente alle occasioni speciali. Parte necessaria del panettone, i canditi attraversano il Bel Paese. Un dolce natalizio siciliano molto particolare è il buccellato: ripieno di frutta secca, zucca candita e cioccolato, da non confondere con quello di Lucca (che è invece un pane dolce). Per non parlare degli struffoli: dolcetti fritti tipici napoletani che si preparano in occasione del Natale o del Carnevale. Ricoperti di miele e zuccherini, vengono scambiati ogni anno da amici e parenti e, spesso e volentieri, nella ricetta è presente la frutta candita.

  • … E non solo!

I canditi attraversano anche altre festività: dalla Pasqua con la soffice colomba alla festa del papà. Tipici dolci siciliani (in particolare palermitani) sono gli sfinci o sfince (che significa “spugna”) di San Giuseppe. Soffici dolcetti ricoperti di una crema di ricotta, canditi e pistacchi, assomigliano alle zeppole di San Giuseppe napoletane. C’è un dolce candito davvero per ogni occasione!

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