Un Rinascimento Biologico può nascere in Italia

Negli ultimi anni le culture alimentari dei Paesi occidentali stanno cercando con fatica di arricchirsi con nuove nozioni, quali «cibo biologico», «alimentazione sostenibile».

Purtroppo però non è facile creare un sentimento collettivo e condiviso attorno all’importanza di ripensare i propri comportamenti a tavola – e, specialmente, nelle fasi di acquisto dei cibi.

Negli ultimi decenni Paesi come gli Stati Uniti – ma sicuramente anche molte Nazioni europee – hanno legittimato una serie di consuetudini alimentari che velocemente hanno contribuito a realizzare la situazione ambientale allarmistica che ci ritroviamo a vivere oggi.

La produzione agricola e gli allevamenti contemporanei sono una fonte incredibile di sprechi: dal punto di vista idrico, ma anche per quanto riguarda l’indebolimento dei terreni – sottoposti a un lavoro costante e dunque innaturale. I prodotti chimici e le emissioni sono inoltre un problema quotidiano e diffusissimo, che falcidia la salute ambientale in tutto il mondo.

Dalla necessità di risollevare le sorti del Pianeta sono nate le idee Bio, realizzando in modo sempre più ampio e capillare realtà di agricoltura biologica e allevamenti sostenibili. Questa dimensione, nuova e virtuosa, può essere sul serio partecipata e condivisa in un Paese come l’Italia – molto più rispetto a tanti altri luoghi del mondo.

Questo perché nel Bel Paese abbiamo una cultura alimentare molto più vicina al naturale, al semplice: per un italiano il concetto di «chilometro zero» non ha mai smesso di esistere, così come la possibilità (spesso vissuta come un ottimo obbligo morale!) di preferire prodotti provenienti da produzioni d’eccellenza.

In Italia il cibo Biologico fa parte del nostro approccio quotidiano all’alimentazione. Le eccellenze alimentari della tradizione italiana continuano da sempre a essere prodotte con grande rispetto dei processi naturali, per garantire l’estrema qualità che un’utenza esigente come quella italiana giustamente pretende: dall’Aceto Balsamico di Modena al Parmigiano Reggiano, dai vinistrepitosi al Pesto alla genovese… il panorama culinario italiano si fonda su una cultura del rispetto del territorio, per creare cibi di qualità superiore.

Un Paese che non ha mai radicato la cultura del fast-food, che guarda con legittimo disprezzo l’ondata di «cibo spazzatura» che invece in molti altri luoghi è il vero protagonista delle abitudini alimentari di bambini e adulti. L’Italia è questo, ed è proprio da qui che potrebbe finalmente realizzarsi un Rinascimento Biologico: un nuovo periodo, una svolta che, imitando la passione alimentare del nostro Paese, potrebbe fare breccia in molte parti del mondo occidentale.

Teniamoci dunque ben strette le nostre tradizioni alimentari, il nostro biologico “ante-litteram”: rendiamo la freschezza della nostra cultura enogastronomica (che si rinnova generazione dopo generazione) un esempio da seguire.

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