La frutta secca, tra storia e benefici: perché è un cibo importante

È uno dei cibi più comuni e diffusi nel mondo, oltre a essere consigliato in ogni dieta che prevede un’alimentazione sana: la frutta secca fa parte delle nostre vite da sempre, come spuntino o come elemento principale in ricette dolci o salate.

Quello che vede la frutta secca come troppo calorica è un falso mito: le calorie che la compongono provengono da grassi buoni, dunque mangiarne le giuste porzioni ogni giorno garantisce un apporto prezioso per il nostro corpo. Uno spuntino di 30 grammi al giorno può fare solo bene.

Si tratta inoltre di un cibo la cui origine si perde nell’alba dei tempi ed è per questo che ci sono svariate curiosità attorno a un prodotto che ha caratterizzato da sempre la nostra alimentazione.

• Da piatto povero a cosmetico di valore

Come in tutto il mondo, anche in Italia la frutta secca è stata per lungo tempo la salvezza delle popolazioni e delle famiglie più povereFacile da trovare, facile da conservare e altamente nutritiva: mandorle, nocciole, arachidi e noci hanno salvato la vita di molte persone nei secoli passati.

Inoltre in nord Italia, dove l’ulivo spesso non sempre riesce a crescere bene, si produce da tantissimo tempo un olio che nasce da noci e nocciole. Si tratta di un olio ricchissimo di benefici. Forte antiossidante, ottima fonte di omega 3 e 6, ma anche dotato di funzioni idratanti e nutrienti: l’olio di noci è spesso usato per produrre cosmetici.

Invece nel sud Italia è nato un altro olio proveniente dalla frutta secca: l’olio di mandorle, specialità naturale, anche lui utilizzato spesso nella cosmesi per le eccezionaliproprietà che contribuiscono al rinnovamento cellulare dei tessuti.

• Le specialità territoriali italiane

Non tutta la frutta secca però è così diffusa. Ne esistono almeno due tipi molto rari e che in Italia vengono prodotti in luoghi circoscritti.

Uno è il pistacchio, l’oro verde delle specialità culinarie italiane. Il migliore cresce in Sicilia: tutti conoscono il prelibato pistacchio di Bronte. La particolarità di questo pistacchio è che il suo climaideale per crescere è quello che si crea alle pendici dell’Etna, proprio sui terreni colpiti dalle eruzioni del maestoso vulcano siciliano. Le piante di questo pistacchio riescono ad assorbire proprietà e aromi soltanto dal particolare terreno lavico siculo.

Si tratta di un cibo così prezioso che anche la sua raccolta osserva ritmi e rituali che esistono da sempre: il pistacchio di Bronte si raccoglie soltanto negli anni dispari e solo nel ristretto periodo che va tra fine agosto e i primi di settembre… e in quei giorni è assolutamente vietato mangiare pistacchi.

Invece quando si pensa alla nocciola non può venire alla mente quella piemontese: specialmente se si è amanti della gastronomia di qualità, la nocciola del Piemonte rappresenta un’eccellenza unica e inarrivabile. Anche grazie ai produttori, che ancora seguono le tradizionali tecniche di piantumazione e raccolta, i noccioleti del Basso Piemonte sono un luogo incantevole che genera un vero dono prezioso, dolce e naturale.

Tonda Gentile delle Langhe: questo è il nome dettagliato della nocciola piemontese, prodotta principalmente nelle zone meridionali del Piemonte, nelle province di Cuneo, Alessandria e Asti.

La Tonda Gentile è certamente ottima da mangiare da sola come uno snack, ma la sua bontà è stata sfruttata in modi superlativi lungo i secoli. Il caso più famoso è sicuramente il Gianduia, antenato di tutte le creme al cioccolato poi entrate in commercio e, specialmente, del Gianduiotto.

• La frutta secca nel mondo: utile e leggendaria

La frutta secca è alimento caratteristico di tutto il mondo e in particolare delle zone più fredde. I gusci di questi frutti sono infatti molto utilizzati come combustibile per camini e stufe: un’usanza che per fortuna è dura a morire, dato che si tratta di un metodo naturale ed economico e che permette di risparmiare qualche albero.

Inoltre in Svezia esiste ancora oggi una simpaticissima tradizione che unisce amore e frutta secca. Il 24 dicembre in ogni casa riunita per il cenone di Natale si prepara un grande dolce di riso con al suo interno un’unica mandorla sbucciata. Il dolce viene offerto soltanto alle ragazze: quella che troverà la mandorla sarà la prossima sposa in famiglia. Non è dunque un caso se negli ultimi molti studi hanno provato che la mandorla è un grande aiuto per la fertilità maschile.

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