Piatti tipici primaverili delle nostre regioni

Dopo i mesi invernali, finalmente sta arrivando la primavera e con sé la voglia di piatti freschi e colorati, con pochi ingredienti e capaci di portare in tavola nuovi sapori e profumi. Sono tante le verdure di questo periodo come piselli, fave, carciofi o erbe aromatiche come borragine, ortica, tarassaco con cui si possono creare piatti deliziosi. Scopriamo insieme una serie di piatti tipici primaverili a seconda delle regioni italiane!

– VENETO

Risotto agli asparagi

Bianchi, rossi o verdi, è arrivata la stagione per questo splendido ortaggio: gli asparagi. Particolarmente famosi sono quelli bianchi di Bassano DOP e di Cimadolmo IGP e gli asparagi verdi di Badoere IGP. Il piatto che li celebra al meglio, classico della cucina veneta, è sicuramente il risotto. Che si vogliano utilizzare gli asparagi bianchi o quelli verdi, l’importante che il risotto sia all’onda quindi ben denso e cremoso.

– LAZIO

Vignarola

Un contorno, ma anche un condimento per un primo, la vignarola è un piatto originario di Velletri, cucinato soprattutto durante la stagione primaverile. Secondo diverse teorie, l’etimologia dipenderebbe dal fatto che gli ingredienti usati venivano coltivati dai viticoltori lungo i filari (altri ritengono che il nome derivi da “vignaroli” che in dialetto romanesco significa ortolano). E’ un piatto povero delle campagne romane in cui vengono utilizzati carciofi, fave, piselli e lattuga (nella versione esclusivamente vegetariana) con l’aggiunta di guanciale o pancetta. Le verdure vengono cotte secondi diversi tempi di cottura e la consistenza è leggermente brodosa.

– PIEMONTE

Subrich

Secondo una teoria popolare, i subrich derivano dal francese “sur les briques” (sui mattoni), ovvero la tecnica con cui venivano originariamente cucinati. Consistono in un impasto di spinaci (vanto di Masio, in provincia di Alessandria), di asparagi e di diverse erbe spontanee come il tarassaco e le cime di luppolo in aggiunta con uova, parmigiano e olio. Dalla consistenza morbida e dalla forma arrotondata, queste frittelle vengono tradizionalmente cotte in forno su pietra per circa 20 minuti, ma sempre più spesso vengono anche fritte in padella.

– EMILIA ROMAGNA

Strigoli

Gli strigoli: una delizia primaverile tipica romagnola!
Gli strigoli o stridoli sono erbe spontanee dal gusto amarognolo che si raccolgono all’inizio della primavera. Il nome deriva dal fatto che strusciando le foglie tra le due dita “stridono”. In romagna si possono trovare da fine marzo ad ottobre vicino ai corsi d’acqua o in collina, ma vengono anche coltivati per comodità nel giardino di casa. Tra le migliori erbe commestibili, possono essere mangiate sia crude, mescolate nell’insalata o accompagnate con aglio, pancetta e un pò di salsa di pomodoro per un fantastico sugo con cui condire tagliatelle, tortelli o strozzapreti.

– TOSCANA

Garmugia

Tipica della lucchesia, la garmugia, che assomiglia tanto alla vignarola romana è una zuppa ricca di ingredienti che dà il benvenuto alla primavera. Chi crede sia un piatto leggero a base di verdure (fave, piselli, asparagi e carciofi), dovrà ricredersi perché oltre a queste primizie di stagione, ci sono anche carne di manzo o vitello e pancetta. La tradizione narra che sia nata come zuppa ricostituente dopo i malanni invernali consigliata per chi era in convalescenza o per le donne appena dopo il parto.

– LIGURIA

Turtun di Castelvittorio

È una torta salata la cui ricetta ha come ingredienti principali erbe selvatiche (dall’ortica alla borragine e dal tarassaco al finocchietto) in primavera mentre in estate si utilizzano le zucchine trombette e le patate. Ad accompagnare il tutto, formaggio fresco di capra o pecorino, farina, uova e olio extravergine di olive taggiasche avvolto in una deliziosa sfoglia tirata a mano. Tradizionalmente, il vero turtun viene cotto senza teglia sulla ciappa del forno a legna che gli conferisce un aroma unico.

– ABRUZZO

Carciofo di Cupello

Il carciofo di Cupello, comune nella zona del Vastese, è una varietà che dà il meglio di sé in primavera. Conosciuto anche come “mazzaferrata”, per la forma che ricorda le antiche armi di ferro utilizzate nel medioevo, deriva dal campagnano, varietà di carciofo romano, che matura tra la fine di marzo e gli inizi di aprile. In Abruzzo si produce da marzo a maggio e tradizionalmente si cucina ripieno di mollica di pane, formaggio, uova, pepe nero e prezzemolo tritato. Una volta riempito si fa bollire e si mangia in un solo boccone.

Da Nord a Sud, la nostra gastronomia è ricca di ricette dai sapori unici e inimitabili. Approfittiamo della bella stagione per creare dei piatti incredibilmente buoni che ci accompagneranno in queste giornate di sole!

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