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Cosa mangiano gli italiani in primavera? Scopri i 7 piatti tipici primaverili più diffusi in Italia!

Indice:

  1. Risotto agli asparagi
  2. Vignarola
  3. Subrich
  4. Strigoli 
  5. Garmugia
  6. Turtun di Castelvittorio 
  7. Carciofo di Cupello

La primavera è finalmente arrivata e con lei la voglia di piatti freschi e colorati, capaci di regalare nuovi sapori e profumi in tavola. 

Questa stagione ci regala una gran varietà di ingredienti, dalle verdure alle erbe aromatiche, con cui dare vita a piatti davvero unici e deliziosi. 

Dalle cime alpine alle coste dell’Adriatico, dalla Sicilia al Piemonte, in primavera l’Italia ci offre un vero e proprio spettacolo gastronomico

Per questo oggi esploreremo insieme le tradizioni culinarie primaverili italiane. Preparati a scoprire i 7 piatti tipici primaverili a cui non saprai proprio resistere!

1. Risotto agli asparagi

Bianchi, rossi o verdi: la primavera è la stagione degli asparagi. 

Particolarmente famosi sono quelli bianchi di Bassano DOP e di Cimadolmo IGP, e gli asparagi verdi di Badoere IGP

Il piatto che li celebra al meglio, classico della cucina veneta, è sicuramente il risotto

Che si vogliano utilizzare gli asparagi bianchi o quelli verdi, l’importante che il risotto sia all’onda, quindi ben denso e cremoso.

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Buono e genuino, grazie all’ottima tenuta in cottura, all’eccellenza consistenza e alla sua straordinaria capacità di amalgamarsi alla perfezione con qualsiasi condimento, il Riso Carnaroli bio San Lorenzo saprà valorizzare tutti i tuoi risotti.

Risotto agli asparagi

2. Vignarola

La vignarola è un piatto originario di Velletri, nel Lazio, dove viene preparato soprattutto durante la stagione primaverile. 

Secondo diverse teorie, il nome di questa ricetta richiama l’antica usanza di coltivare gli ingredienti nelle vigne, lungo i filari, mentre altri sostengono derivi da “vignaroli”, che in dialetto romanesco significa ortolano.

La vignarola è un piatto povero delle campagne romane. Per prepararlo vengono utilizzati carciofi, fave, piselli e lattuga, con l’aggiunta di guanciale o pancetta. 
Le verdure vengono cotte seguendo diversi tempi di cottura e la consistenza è leggermente brodosa.

3. Subrich

I subrich sono delle particolari frittelle tondeggianti di origine piemontese.

Secondo una teoria popolare, il nome “subrich” deriva dal francese “sur les briques”, che significa letteralmente “sui mattoni”, in riferimento alla tecnica con cui veniva originariamente cucinato questo piatto. 

Consistono in un impasto di spinaci, asparagi e diverse erbe spontanee, tra cui il tarassaco e le cime di luppolo, a cui viene aggiunto il parmigiano, le uova e l’olio

Dalla consistenza morbida e dalla forma arrotondata, queste frittelle possono essere cotte in forno per circa 20 minuti, come vuole la tradizione, oppure possono essere fritte in padella, per una vera esplosione di gusto.

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4. Strigoli

Gli strigoli sono una tipica delizia primaverile romagnola.

Gli strigoli, o stridoli, sono erbe spontanee dal gusto amarognolo che si raccolgono all’inizio della primavera. Il nome deriva dal fatto che, strusciando le foglie tra le due dita, queste “stridono”. 

In Romagna si possono trovare da fine marzo fino ad ottobre vicino ai corsi d’acqua o in collina, ma, per comodità, spesso vengono anche coltivati nel giardino di casa. 

Tra le migliori erbe commestibili, gli strigoli possono essere mangiati sia crudi, mescolati nell’insalata, oppure accompagnati con aglio, pancetta e un po’ di salsa di pomodoro. Realizzerai così un fantastico sugo, perfetto per condire tagliatelle, tortellini o strozzapreti.

5. Garmugia

Tipica della zona di Lucca, in Toscana, la garmugia è una zuppa ricca e consistente, molto simile alla vignarola romana.

Chi crede sia un piatto leggero a base di verdure dovrà ricredersi, perché oltre a fave, piselli, asparagi e carciofi, vere primizie di stagione, la ricetta tradizionale prevede anche carne di manzo o di vitello e pancetta

La tradizione narra che la garmugia sia nata come zuppa ricostituente per riprendersi dai malanni invernali, consigliata a chi era in convalescenza o alle donne subito dopo il parto.

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6. Turtun di Castelvittorio

Il Turtun di Castelvittorio è una tipica torta salata ligure

Secondo la ricetta tradizionale, tra gli ingredienti principali compaiono numerose erbe selvatiche, come l’ortica, la borragine, il tarassaco e il finocchietto. Esiste però anche una variante estiva di questo piatto, che prevede l’aggiunta di zucchine trombette e patate.

A completare il piatto, formaggio fresco di capra, farina, uova e olio extravergine di olive taggiasche, il tutto avvolto in una deliziosa sfoglia tirata a mano. 

Tradizionalmente, il vero turtun viene cotto senza teglia, direttamente nel forno a legna, che gli conferisce un aroma unico, genuino e autentico.

7. Carciofo di Cupello

A Cupello, piccolo comune nella zona del Vastese, in Abruzzo, viene coltivata una straordinaria varietà di carciofo, che matura tra la fine di marzo e gli inizi di aprile.

Conosciuto anche come “mazzaferrata”, per la forma simile alle antiche armi di ferro medievali, il carciofo di Cupello deriva dal Campagnano, altra varietà tipica delle zone romane.

Tradizionalmente, il carciofo di Cupello si serve con un ripieno di mollica di pane, formaggio, uova, pepe nero e prezzemolo tritato. Una volta farcito, si fa bollire e, infine, si mangia in un solo boccone. Una vera golosità!

Carciofo di Cupello

Allora, sei pronto a portare i sapori della primavera direttamente sulla tua tavola? Prova a replicare questi piatti e raccontaci qual è il tuo preferito nei commenti! 

E non dimenticare di condividere le ricette primaverili tipiche della tua regione, siamo davvero curiosi di scoprirle tutte!

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